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Intervista a Rupert Taylor, CEO e Fondatore di AltFi Data

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Come postato la scorsa settimana siamo stati a Londra, dove abbiamo partecipato al seminario Income Opportunities in Alternative Credit, promosso da AltFi. Il seminario ha evidenziato il progresso di alcuni importanti trend nell’industria, che vedono AltFi tra i promotori del cambiamento. Abbiamo chiesto a Rupert Taylor – fondatore e CEO della società – di rilasciarci una breve intervista, per descrivere AltFi e la sua mission aziendale.

- Rupert, ci puoi descrivere brevemente l’attività di AltFi?

AltFi Data è una società indipendente che offre servizi di analisi dati (data analytics) al segmento della finanza alternativa. Le nostre metodologie di analisi, e il nostro motore dati (data engine) proprietario permettono agli originatori di attivi finanziari alternativi di rappresentare il loro track record, e tutte le metriche ad esso relative, secondo uno standard verificato e coerente.

- Quali sono a vostro giudizio i vantaggi generati dal vostro servizio per le piattaforme che lo adottano e per gli investitori?

Il nostro servizio facilita il processo di due diligence, permettendo agli investitori di esaminare dati affidabili ed eseguire analisi omogenee tra le diverse piattaforme di originazione. Come conseguenza, la comunicazione integrale ed efficace dei dati di performance può rafforzare l’allinamento di interessi tra la piattaforma di originazione e l’investitore, rafforzando la motivazione di quest’ultimo a generare attivi finanziari correttamente selezionati e prezzati.

- Facciamo un passo indietro: quando e come è nata AltFi?

AltFi è nata a fine 2013. Ero in cerca di una nuova sfida dopo il mio ultimo lavoro come trader a Nomura Londra e David Stevenson era il giornalista più attivo nel seguire l’industria emergente del P2P. Decidemmo di unire le nostre forze per creare una media e data company al servizio del nuovo mondo della finanza unita alla tecnologia.

- La vostra proposta alle piattaforme e agli investitori è unica o esistono alternative alla vostra sul mercato?

Ci sono diverse data companies che offrono i loro servizi nel mercato US. Ma AltFi Data è stata l’unica a focalizzarsi sulla verifica delle performance per le piattaforme e sui servizi di due diligence per gli investitori. Le metriche e gli indici che abbiamo creato nel mercato UK sono adesso adottate anche nel mercato US e in Europa Continentale.

- Per noi che seguiamo il P2P in Italia il mercato UK sembra avanti diversi anni, proiettato in una sorta di macchina del tempo. Secondo te quali sono stati i motivi principali per il suo successo?

Il mercato UK è stato favorito dalla combinazione di diversi fattori, tra i quali: a) Il cosiddetto first mover advantage; b) una buona regolamentazione; c) un buon livello di informativa da parte delle piattaforme. Il concetto del P2P è stato inventato in UK, da Zopa, nel 2005. Il settore beneficia di un quadro regolatorio costruito ad hoc. Inoltre, le piattaforme hanno compreso dall’inizio che occorre fornire informativa adeguata per incoraggiare gli investitori.

- Quali sono i principali rischi e le principali problematiche che il  P2P deve ancora risolvere?

Il P2P è un fenomeno disruptive. Come tutte le tecnologie di questo tipo offre ai clienti un servizio di valore migliore rispetto alla soluzione tradizionale. I margini unitari sono minori rispetto al modello di business pre-esistente.  Come conseguenza, il P2P ha bisogno di realizzare economie di scala affinché il modello sia sostenibile nel tempo.

- Sulla base della tua esperienza in UK, quali consigli daresti alle piattaforme italiane e agli investitori in P2P italiani?

Assicurarsi che ci sia un forte allineamento di interessi tra le piattaforme e gli investitori. In particolare, le piattaforme devono essere motivate ad originare prestiti di qualita’ a tassi di remunerazione adeguati. L’equazione dell’allineamento è banale:

Investitore che soffre = Orginatore che soffre

In parole povere: se gli investitori soffrono perdite a causa dell’investimento in cattivi prestiti anche la piattaforma che li ha orginati ne deve pagare le conseguenze. Siccome la maggior parte delle piattaforme non trattengono in bilancio i prestiti che originano, solo un’informativa adeguata e trasparente può creare l’allineamento di interessi. Infatti, in questo modo gli investitori hanno sufficienti informazioni per decidere se vogliono continuare a investire nei prestiti originati dalla piattaforma. In caso di una riduzione nei loro investimenti anche la piattaforma ne soffrirà.

Thanks Rupert!


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